Ambra: Storia, Miti E Leggende Della Resina Fossile Piu’ Famosa Del Mondo

L’ambra è utilizzata e conosciuta da almeno 6000 anni, ma relativamente da poco tempo conosciamo effettivamente quale sia stata la sua origine, la sua formazione, a partire dalla resina del Pinus succinifera L. più di 40 milioni di anni fa e la sua composizione chimica.

Nei secoli passati, poco si sapeva sulla sua origine e tutto era basato su ipotesi, folklore, leggende e magia.

Scopriamo nel dettaglio qualcosa di più su questa resina fossile…

 

Passeggiando oggi per il centro delle città che si affacciano sul Mar Baltico, possiamo scoprire antichi borghi medievali e respirare l’aria di antiche battaglie teutoniche, combattute dai cavalieri templari. L’atmosfera è tranquilla e rilassata; i palazzi affrescati e restaurati perfettamente dopo la Guerra Fredda, ci rimandano indietro ai tempi passati, quando in quelle stesse vie marciavano i cavalieri e il rumore degli zoccoli dei cavalli rimbombava negli stretti vicoli delle città.

 

 

La neve e il vento gelido, che spesso sferzano questi piccoli borghi cittadini per quasi tre quarti dell’anno, non impediscono tutt’oggi la continua ricerca ed estrazione dell’ambra, sia dal mare che dalle terre circostanti. I due metodi principali di raccolta dell’Ambra, infatti, consistono nel:

  • “pescarla” dalla superficie del mare o nello smuoverla dai bassi fondali per farla affiorare
  • Estrarla da miniere a terra, praticando degli scavi e facendola affiorare con l’aiuto di getti d’acqua molto potenti.

 

Il clima non ha impedito neppure al turismo di espandersi negli ultimi decenni, permettendo la diffusione e l’aumento degli scambi commerciali e il ritorno in auge di questa resina semi preziosa.

Infatti, oggi, i principali centri cittadini che si affacciano sul mar Baltico, vedono un fiorente commercio dell’Ambra e numerose sono le attività commerciali che si dedicano alla raccolta dell’Ambra, alla fabbricazione di monili più o meno preziosi e alla loro commercializzazione sia al dettaglio, per la gioia dei turisti che arrivano sulle grandi navi da crociera, che all’ingrosso, permettendo così la diffusione dell’ambra in tutti i paesi d’Europa ed oltre.

 

 

Le tribù primitive, più di 6000 anni fa, utilizzavano l’ambra nei loro rituali magici, per scacciare il malessere e per proteggere i combattenti durante le battaglie: dacché l’uomo ha iniziato ad utilizzare l’ambra, sono state avanzate le più disparate ipotesi sulle sue origini.

In ogni paese in cui l’ambra arrivava o veniva estratta, nascevano storie e miti sulla sua origine divina; in Grecia il mito di Fetonte, in Lituania, la leggenda di Jurate e Kastitis ed in Russia la leggenda dell’uccello di Gauya.

Plinio il Vecchio, nella sua “historia naturalis” aveva intuito che l’ambra derivasse in qualche modo dal midollo degli alberi di pino; ma in molti ritenevano che fosse olio indurito, o che derivasse dalla fossilizzazione del miele di antiche api selvatiche. O ancora, che fosse schiuma del mare, solidificata dai raggi del sole che colpivano quelle terre solo in alcuni fortunati periodi dell’anno.

 

E mentre gli studiosi erano intenti a cercare spiegazioni scientifiche e prove che dimostrassero la formazione dell’ambra a partire da una materia naturale e le sue proprietà curative, il popolo, tendeva a spiegare ogni cosa come miracolosa, o frutto di forze soprannaturali.

Di conseguenza, tutti tendevano ad attribuire all’ambra non solo proprietà curative, ma addirittura magiche, associando questa resina dorata agli dei o a qualcosa di divino che era sceso sulla Terra, portando la sua luce e le sue proprietà all’interno di ogni pezzetto di “pietra”.

 

 

In ogni mito e leggenda, l’ambra è sempre associata ad una divinità, probabilmente perché, oltre al suo colore dorato e caldo, presentava caratteristiche così diverse dalle classiche pietre semi-preziose, da indurre gli antichi a credere che una cosa simile non poteva essere stata generata naturalmente ma potesse essere stata creata soltanto dagli dei.

Infatti, l’Ambra, a differenza delle Pietre semi-preziose, è tiepida e non fredda; è leggera; si scioglie se riscaldata e infine brucia scoppiettando e generando un fumo particolarmente profumato di resina di pino; è elettrostatica se strofinata con un panno; galleggia in acque molto salate e spesso si possono trovare insetti al suo interno.

Oggi sappiamo che è un minerale di origine organica, appartenente alla categoria delle resine (fossili).

L’ambra è la resina fossile del Pinus succinifera, conifera vissuta nel Terziario, (da 70 a 2 milioni di anni fa) ed estintasi 40 milioni di anni fa. La resina del Pino, in seguito a particolari condizioni di temperatura e pressione si è dapprima trasformata in copale (resina non fossile) e poi in Ambra (resina fossile).

Il colore dell’ambra varia dal rosso cupo all’arancione, al giallo chiaro, al bruno scuro, al latte e sono note anche colorazioni verdastre e nerastre. L’ambra contiene acido succinico e diversi minerali. All’acido succinico, oggi, si attribuiscono le principali proprietà dell’ambra.

 

 

Gli studiosi, nel corso della storia, la utilizzarono per curare diversi disturbi e come rimedio medicamentoso (sotto forma di tintura alcolica per le affezioni della bocca, mentre i fumi dell’Ambra bruciata per le problematiche dell’apparato respiratorio).

Ippocrate preparava innumerevoli rimedi alchemici a partire dall’Ambra e già alla fine del XVII secolo l’ambra ea descritta nelle Farmacopee Ufficiali nei capitoli relativi ai corpi marini con proprietà astringenti.

E così fino al XX secolo, dove l’ambra continuava ad essere utilizzata nei paesi nordici per rendere meno dolorosa la dentizione nei bambini. Ancora oggi, in Russia ed in Polonia, numerosi sono gli studi sulle proprietà dell’ambra, utilizzata sotto forma di polvere micronizzata per singolari preparazioni farmaceutiche, anche di tipo omeopatico.

Così continua la raccolta e la “seconda vita” dell’Ambra che, dopo millenni, lascia gli enormi giacimenti sui fondali del Mar Baltico e viene trasportata a riva, arrivando fino a noi e portandoci la sua magia, riscaldandoci con il suo calore ed il suo colore dorato.

 

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